Nel capitolo finale viene proposta l’ipotesi di una verità profonda e assoluta: “dovremmo accettare la verità, ed è una verità assoluta, che noi non siamo questo corpo, questa mente, queste emozioni, questa intelligenza, né l’ego o i condizionamenti, ma che al di là di tutto questo, noi siamo lo Spirito”. Il significato letterale di Sahaja Yoga è Yoga (unione col Divino) spontaneo (Sahaj può essere tradotto con “nato dentro di noi”), poiché appunto l’ipotesi proposta è che in ogni essere umano risieda la potenzialità di connettersi col Divino, tramite il risveglio dell’energia Kundalini.
ssa è il riflesso dentro ciascun essere senziente dell’energia primordiale, ed è un’energia sottile, materna, pura e intelligente.
La Kundalini giace allo stato dormiente avvolta in tre spire e mezzo nell’osso sacro, ma una volta risvegliata attraversa i sette chakra (cioè i punti energetici fondamentali del nostro sistema sottile) fino a raggiungere e superare l’osso della fontanella, punto nel quale avviene l’unione (Yoga) con l’energia onnipervadente.
A questo punto il ricercatore può vivere l’esperienza reale della meditazione, in cui la mente è immersa in uno stato di consapevolezza senza pensieri, pervaso da una gioia calma e profonda. Inoltre, una volta illuminato il sistema nervoso centrale, la Kundalini comunica sulle punta delle dita (terminali del sistema nervoso) le condizioni dei nostri chakra, attraverso delle sensazioni fisiche perfettamente decifrabili, che consentono così di effettuare un’autodiagnosi oggettiva. Tramite le tecniche, semplicissime, messe a punto da Shri Mataji, è possibile mantenere un costante equilibrio energetico, vivendo in una dimensione di armonia interiore e fusione con il tutto. Dunque, il messaggio ultimo di questo libro è quello di accantonare la ricerca teorica e sperimentare concretamente questa ipotesi, che, qualora risultasse vera, sarebbe in grado di risolvere i problemi di ognuno di noi e, quindi, dell’umanità.




Il sistema sottile